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Recensione
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È estate, l’alba tinge di luce la campagna silenziosa: l’odore della terra, il frinire dei grilli, il buio che lentamente cede al giorno. Un casale rosso, isolato, appare all’orizzonte. Sulla ghiaia, biciclette da bambini e giocattoli, panni stesi che si muovono all’aria, galline e conigli che attraversano il cortile. Poi, un silenzio che si spezza con un urlo straziante. La famiglia C., tre figli e due genitori molto uniti, era considerata perfetta. Ma ora non esiste più. In quel casale nascosto tra i campi rimangono solo tracce di vita quotidiana e un unico sopravvissuto. Ogni prova sembra parlare chiaro, ogni indizio porta a lui e la verità sembra lampante. Tuttavia, ciò che si rivela come una conclusione è, in realtà, il vero inizio della storia. Questo libro custodisce un segreto. Chi l'ha scritto ha celato un elemento fondamentale. Con “La bugia dell’orchidea” Donato Carrisi costruisce un romanzo che cattura e destabilizza, in cui nulla è come appare e ogni pagina apre nuove, inquietanti domande. Un thriller intenso, capace di trasformare chi legge nel custode inconsapevole di una verità nascosta.
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